
Già dal 2007, quando mi occupavo della rivista Il Tamburo, il mio interesse sulle migrazioni mi ha portato ad approfondire il tema dal punto di vista legale con lo studio e con l’apertura, insieme ad amici visionari come me, di uno sportello gratuito per migranti. Dieci anni dopo ho iniziato a collaborare con la Società italiana di Disability Manager (Sidima) e, sempre dal 2017, sono stata responsabile del Settore Giuridico dell’associazione Cassero LGBT+ center. In quest’ultima veste ho avuto la delega dal Presidente dell’Associazione per rappresentare il Cassero nella Rete della città metropolitana contro le discriminazioni e nello Sportello antidiscriminazioni del Comune, presso il centro interculturale Zonarelli. Da qualche anno faccio parte del gruppo legale dell’associazione Famiglie Arcobaleno e con i miei colleghi portiamo avanti le battaglie di civiltà di riconoscimento delle famiglie omogenitoriali nei Tribunali di tutta Italia. E con l’associazione Genderlens tutelo le giovani persone trans.
Il mio sguardo intersezionale sui temi della migrazione, della disabilità e sul mondo LGBTQI*, tanto studio e tanta pratica sul campo, dunque sono stati colti per essere messi a disposizione come Diversity Manager del Comune di Bologna, affiancando l’Ufficio diritti e città plurale nello sviluppo della buona gestione di tutte le dimensioni della diversità. Il mio ruolo è quello di supportare l’Amministrazione comunale, con l’esperienza acquisita, per migliorare l’accessibilità dei servizi, sotto tanti aspetti, tutti quelli che possono riguardare una caratteristica personale a rischio discriminazione, migliorando il luogo di vita delle minoranze sottorappresentate, anche quando queste fanno parte dei dipendenti dell’Amministrazione.
Come Diversity Team, siamo infatti in cinque manager, coinvolgiamo anche le associazioni e i gruppi sociali attivi in questi settori nel consolidamento e nel miglioramento di politiche e interventi nei vari ambiti di governo urbano ( la costruzione del Tram, la riqualificazione dei quartieri, lo sviluppo di un linguaggio inclusivo…) intervenendo sia nell’aggiornamento professionale dei dipendenti sia nella valutazione di impatto delle attività politico-amministrative, sia nei percorsi di coprogettazione che il Comune apre con la cittadinanza tutta, nonché evidenziando e segnalando le situazioni che provocano o possono portare a discriminazioni.
A questo proposito e per questo fine, come Diversity Manager supportiamo lo SPAD, lo SPortello AntiDiscriminazioni, i suoi volontari, i suoi dipendenti e indirettamente l’utenza che vi si rivolge, anche ampliando i suoi interventi all’abilismo, settore in via di implementazione, che apre le porte dello Spad a chi si sente discriminato/a in virtù di una disabilità suo o di una persona vicina.
Occuparsi di Diversity&Inclusion nella P.A. di una grande città significa essere coinvolti in sfide importanti, che sconfinano anche nella Città metropolitana e che riguardano centinaia di migliaia di persone e le puoi toccare con mano tutti i giorni. La responsabilità è tanta. Ci si mette tutta la buona volontà per rendere il nostro mondo un posto migliore in cui vivere.
27 maggio 2024